mercoledì 18 aprile 2018

Famiglia Jonghi Lavarini

Famiglia Jonghi Lavarini - 2018


JONGHI LAVARINI
Nobili Decurioni di Ornavasso - Patrizi Ossolani
Uradel von Naters - Walser Freiherr von Urnavas

Sippe Walser (famiglia tedesco-vallese) del Monte Rosa, Uradel (di antica nobiltà feudale, citata nei documenti storici ufficiali fin dal 1275), originaria di Naters, vicino a Briga (in Svizzera) e trasferitasi, in parte, in Vall d’Ossola, nel XIII secolo, esattamente a Casaleccio di Ornavasso. Nel 1486, il Vescovo di Sion, Iodico von Syllinen, Signore del Vallese e Principe del Sacro Romano Impero, rivendicando il dominio su quelle terre, nominò, suo Curatore, il Ritter (Cavaliere) Theodorus Jongh, riconoscendolo legittimo erede dei primi signori feudali di Ornavasso (un ramo cadetto dei conti carolingi Castello Crusinallo, poi trasferitisi nel Vallese) con lo spettante titolo di Freiherr von Urnavas. Già nel 1495, però, il Ducato di Milano ed i Visconti di Castelletto Ticino rientrarono definitivamente in possesso della Baronia di Ornavasso, accordandosi con le “locali genti alemanne” (Walser), alle quali venne concessa una larga autonomia.  Da allora i “todeschi Jonghi di Urnavas” sono sempre citati  negli eventi storici della valle. In particolare, nel 1575, Pietro ed Angelino Jonghi, partecipano alla costituzione degli Statuti di Ornavasso in quanto “cardenzari (credenzieri, decurioni)  et uomini particolari di detto luoco”.  Nel 1605, gli Jungen Urnavas sono citati nel “Wappenbuch des Heligen Romischen Reichs” (registro degli stemmi del Sacro Romano Impero). Nel corso dei secoli possedettero molte terre agricole, pascoli, boschi, cave di marmo e palazzi signorili (ancora esistenti come quelli di Ornavasso, Vogogna e Piedimulera), imparentandosi con le più importanti famiglie del Verbano-Cusio-Ossola. Dal 1738 gli Jonghi furono sempre presenti nel Consiglio Generale dell’Ossola come Patriziato Aggregato. Nel 1900, S.M. Re Umberto I concesse al Nobile Cesare Jonghi di aggiungere al proprio cognome anche quello materno Lavarini, insieme al relativo stemma. I Lavarini sono una nota famiglia patrizia ossolana (di remota origine veneta), di medici ed impresari, citata fin dal 1575 che, da allora, fece sempre parte dell’amministrazione di Ornavasso, prima del Feudo e poi del Comune. Fra i tanti personaggi illustri della Famiglia Jonghi Lavarini, ricordiamo: il Capitano Giovanni (1821-1883) combattente pluridecorato per le tre Guerre per l’Indipendenza ed Unità d’Italia; il sopraccitato Comm. Prof. Ing. Cesare (1864-1934), studioso della lingua walser, poeta e filantropo. Da ricordare anche l’italo-argentino Tito Jonghi, imprenditore cosmopolita, fondatore della omonima casa motociclistica a Parigi.
Il Regno d’Italia riconobbe solo una consolidata e generosa Nobiltà Decurionale (More Nobilium, ovvero Nobili Decurioni di Ornavasso e Patrizi Ossolani, in quanto partecipanti, da generazioni, alla amministrazione ed al governo locale) anche se, gli Jonghi Lavarini, soprattutto all’interno della comunità internazionale alpina Walser, hanno sempre continuato a vantare pubblicamente i tradizionali titoli vallesi di “Uradel von Naters” (Nobili di Naters) e di  “Freiherr von Urnavas” (Baroni di Ornavasso), riconosciuti dallaWalliser Vereinigung Für Familienforschung” (Associazione Genealogica del Vallese), dalla “Schweizerische Heraldische Gesellschaft” (Società Araldica Svizzera), dalla “Walser Uradel Kulturverein” (Associazione Culturale della Antica Nobiltà Walser) federate alla “Association de Familles Suisses (ASF, a sua volta aderente alla CILANE, Commission d’Information et Liason des Associations Nobiliaires Europèennes) e dalla Internationaler Adels Verband (Associazione Internazionale della Nobiltà) utilizzando le relative distinzioni araldiche baronali, ancora ben visibili sulle loro storiche dimore nel Vallese, in Ossola ed anche a Milano.
 
Gli attuali rappresentanti discendono da Sua Eccellenza Cav. di Gran Croce Ing. Edmondo Luigi,  Luogotenente d’Onore a vita dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (OESSG) del nord Italia (Dignitario Membro del Gran Magistero con Palma d’Oro, titolo personale di Conte Palatino del Sacro Palazzo Lateranense,  “Conchiglia del Pellegrino” del Patriarcato Latino di Gerusalemme, “Sacro Segno” del Custode Francescano di Terra Santa, “Santa Croce di Gerusalemme” del Patriarcato Cattolico Greco-Melkita e Gran Croce dell’Ordine Ortodosso di Santa Caterina del Monte Sinai), Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia e dell’Ord. Pontificio di San Gregorio Magno, Cav. Ord. Pontificio di San Silvestro Papa, Cav. al Merito della Rep. Fed. di Germania, Ufficiale del Savoia Cavalleria nei Lancieri di Novara e Capitano del Genio Militare II.G.M., Cittadino Benemerito del Comune e della Provincia di Milano, amico e benefattore del Beato Don Carlo Gnocchi, 1904-1987) sposato con N.D. Ester Boni - Spadaccini (Dama di Commenda OESSG, 1915-2009).
Stemma: Destra di bianco, pianta verde in campo con forti radici attorniate da due lettere “J” d’oro. Sinistra d’azzurro, tagliato da sbarra d’oro, in alto a dx tre soli d’oro, in basso a sx giglio d’oro Motto: “OTIUM CUM DIGNITATE”.  
La famiglia è attualmente rappresentata dal Nobile Dott. Cesare Giovanni Jonghi Lavarini (Milano il 25 gennaio 1939),  Commendatore dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e Medaglia d’Oro della Camera di Commercio ed Industria di Milano, Amministratore Unico della Società Edificatrice Immobiliare Milanese (fondata dal padre nel 1927), sposato con la N.D. Dott. Alda dei Conti Ganassini di Camerati (*)  Dama OESSG, n. Milano 8 settembre 1940), da cui:
1) Nobile Dott. Cristina (n. Milano, 6 aprile 1967) Ausiliaria della Croce Bianca;
2) Nobile Dott. Roberto (n. Novara 10 giugno 1972) Cavaliere dell’Ordine Dinastico dei Santi Maurizio e Lazzaro (Casa Reale di Savoia) e di una decina di altri importanti ordini cavallereschi cristiani di tutto il mondo, Volontario del Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di Malta (SMOM), Patrizio Bizantino (Casa Imperiale Ortodossa Cantacuzene), Grande Ufficiale dell’Ordine dell’Aquila Romana (sodalizio patriottico della Famiglia Mussolini), vice presidente fondatore della associazione culturale internazionale Aristocrazia Europea, delegato della Walser Uradel Kulturverein e portavoce della Deuschen Adel der Alpen, membro corrispondente della Società Genalogica Italiana e del Centro di Sudi Araldici, membro della fondazione internazionale Identità e Tradizioni Europee, membro della fondazione federalista per l’Europa dei Popoli; sposato con Veronica Corradone (n. Milano 27 febbraio 1978) Dama dell’Ordine al Merito di Savoia, da cui la Nobile Beatrice Fiammetta (n. 10 giugno 2001), Giovane Volontaria SMOM;  la Nob. Ludovica Elisabetta (n. 28 novembre 2007), Giovane Volontaria SMOM; e la Nob. Margherita Benedetta (n. 23 luglio 2014).
Fratelli minori di Cesare Giovanni sono:  
2) Nob.Arch. Maria Grazia (2.2.1940), vedova Ing Carlo Pastonesi, da cui Alessandra, Francesca, Federica e Giuseppe;
3) Nob.Arch. Giuseppe Maria (22.4.1941), Commendatore OESSG, Capitano di Fanteria, Presidente della Di Baio Editore Spa, vedovo Arch Gabriella Giani, da cui Nob. Eleonora Isabella e Nob. Arch. Edmondo Maria (18.07.1971) sp. con Donna Dott. Concetta Torracca, da cui Nob. Gregorio Giuseppe (23 luglio 2011) e il Nob. Orlando Giuseppe (12 novembre 2014);
4) Nob. Anna Giovanna Maria (25.6.1943), sposata Dott.Prof. Giulio Pampari (medico primario), da cui Michele, Dino ed Ester;
5) Nob.Arch. Gianfranco (21.11.1946), Grande Ufficiale OESSG, Dirigente Rotary Italia, sposato con Matilde Crosio (Dama OESSG) da cui il Nob.Arch.Ing.  Eugenio Massimiliano (16.2.1981);
6) il Nob.Dott. Eugenio (11.9.1954) Cavaliere OESSG, medico primario, sposato con la Dott. Loredana Bonisolli (Dama OESSG) da cui il Nob. Lorenzo (5.2.1987).

Cugini di Cesare Giovanni sono:
1) il Nob.Dott. Gianmaria (5.12.1944), Cavaliere OESSG, medico primario, consigliere Associazione Nazionale Dentisti, sposato con la Dott. Angela Malerba, da cui la Nob. Giulia Donata;
2) Nob. Maristella (25.8.46) sposata con il Dott. Francesco Besana, medico dermatologo, da cui Elisabetta Veronica e Filippo Giuseppe Maria.
 
(*) I Ganassini di Camerati sono una antica famiglia lombardo-veneta: Nobili, Signori della Decima di Lumiago, Conti di Camerati, Patrizi Veneti con il trattamento di N.H. e N.D. (Libro d’Oro della Nobiltà Italiana edito dal Collegio Araldico), Cavalieri Di Grazia e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta, Cavalieri di Giustizia Jure Sanguinis del Sacro Ordine Costantiniano di San Giorgio.

domenica 21 gennaio 2018

Elezioni politiche 2018: in campo con la Fiamma di Fratelli d'Italia.


La presente per annunciarvi ufficialmente che, alle prossime elezioni politiche di domenica 4 marzo, sarò candidato alla Camera dei Deputati, nella coalizione di centrodestra, nella lista patriottica di Fratelli d'Italia. La nuova legge elettorale è molto complicata e non prevede le preferenze, e non so ancora esattamente in che posizione sarò candidato nella circoscrizione di Milano e Provincia, ma votarmi è semplicissimo perché basta segnare il simbolo di FDI, con la storica fiamma tricolore e la scritta Giorgia Meloni.
A 45 anni di età e 30 di coerente militanza nella destra italiana, scendo in campo per il parlamento, con la concreta possibilità di essere eletto. Si tratta della ennesima difficile battaglia che affronterò, con pochissimo tempo e ancor meno danaro, ma con grande esperienza, cultura politica e passione, con lo scanzonato spirito patriottico e cavalleresco di sempre.
Vi chiedo una mano, innanzitutto, nel passaparola, nella condivisione social, e, per chi può, nella partecipazione alle varie iniziative politiche, nel sostegno economico alla propaganda elettorale, e nella organizzazione di aperitivi, cene e dopocena, ristretti ad una ventina di persone interessate. 
Anticipatamente grazie, spero di rivedervi presto

ROBERTO JONGHI LAVARINI 

robertojonghi@gmail.com

domenica 24 dicembre 2017

NATALE SOLSTIZIO 2017-18

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Siamo tutti peccatori pieni di difetti e di paure ma l'uomo deve sempre tendere alla perfezione ed alla santità.
Il Solstizio di Natale serve ad elevarsi, a rigenerare questa forza interiore e universale, per migliorare noi stessi.
Questo periodo di feste deve servirci a pensare alto, a meditare sul significato della nostra vita su questa terra.
Come italiani ed europei abbiamo il sacrosanto dovere di seguire e onorare le feste e tradizioni dei nostri padri.
Per questo noi Cristiani dobbiamo festeggiare il Natale con il Presepe segno della nostra superiore Cività.
Il rispetto è dovuto a tutti, innanziuttto a noi stessi ed a colororo, prossimi e stranieri, che ci rispettano.

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In questo momento di profonda crisi spirituale, morale, culturale, economica e sociale, è per tutti noi molto difficile trovare del tempo da dedicare ad altro, oltre che alla famiglia ed al lavoro. Ma è proprio quello che vogliono i nemici della nostra civiltà (europea, bianca e cristiana), i poteri forti ed occulti della plutocrazia mondialista: sfiancarci, toglierci tempo e libertà, per renderci schiavi e ingranaggi del mercato e del loro sistema finanziario e bancario, della dittatura del pensiero unico realitivista e dissolutore. Per questo, è proprio ora che serve una nostra sana e forte reazione, aristocratica e popolare, in difesa delle nostre tradizioni ed identità, della giustizia sociale e della sovranità nazionale. Questo è lo spirito con il quale agisce il movimento Fare Fronte e, per questo, ho deciso di impegnarmi in prima persona, candidandomi alle prossime importanti elezioni politiche, alla Camera dei Deputati, nella coalizione di centrodestra, con Fratelli d'Italia e Giorgia Meloni.

Roberto Jonghi Lavarini - www.robertojonghi.it




mercoledì 1 novembre 2017

Contro le zucche vuote, in difesa della nostra civiltà europea e cristiana.



Povera Italia cristiana, senza cultura e senza memoria, invasa dalla festa commerciale stregonesca di Halloween, non si ricorda più che questi giorni, nella nostra autentica tradizione, erano e sono per ricordare i nostri antenati morti e per onorare i nostri santi esempi di vita, al limite, mangiando castagne arrosto e bevendo buon vino nero. No, tutto il sistema mediatico e commerciale è incentrato sulle americanate consumistiche più becere di zucche, dolcetti e scherzetti, una carnevalata USA che in realtà nasconde terrificanti messaggi anti tradizionali ed anti cristiani, anche satanistI, e che sdoganano simbolicamente le forze del male: streghe, mostri, zombie, demoni, vampiri e lupi mannari, ovvero tutti quei personaggi che le nostre antiche e sagge fiabe ci insegnavano, invece e non a caso, ad evitare. Altro erano le antiche feste celtiche pagane del Samain ed altro è la tradizione nordico irlandese che è una particolare sintesi culturale, con un suo senso specifico e locale. Ed i peggiori rimbambiti sono certi educatori di oratori e scuole cattoliche che si sono adeguati supinamente (inconsapevoli o complici) a queste mode mondialiste, sotto le quali vi sono anche trame esoteriche ben pianificate. D'altronte, assistiamo al caos teologico e dottrinale ed alla anarchia liturgica dove a messa si suona, canta e balla, e dove la sacralità della funzione è sostituita da un clima da festa di paese o da convention di associazione umanitaria. E mentre il nostro popolo perde, lobotomizzato dal sistema, la sua identità, siamo invasi da un Islam convinto e bellicoso che se la ride della nostra decadenza e si frega le mani, pronto a sostituirci e sottometterci. Mangiate i dolcetti che tanto siamo proprio alla frutta... Per fortuna ci siamo "noi che non molliamo" e che siamo pronti a difendere la nostra civiltà europea e cristiana.

RJL

lunedì 23 gennaio 2017

Barone Nero e uomo libero...

 
Confermo che, pur essendo uno dei due vice presidenti pro tempore, con la politica, e con la mia militanza nella destra radicale, l'associazione culturale Aristocrazia Europea non ha nulla a che fare. Si tratta di due ruoli e attività assolutamente differenti e distinte. Per quanto riguarda l'ironico e polemico articolo del Fatto Quotidiano, poi ripreso da Dagospia, non posso che confermare la mia stima e simpatia per il giornalista Gianni Barbacetto che, ovviamente, da buon compagno giacobino, mio coerente avversario politico, non poteva che parlare male di un gruppo di nobili che si riunisce in associazione e si ritrova a cena, salvo poi esibire, da autentico radical chic, una sua presunta discendenza da una famiglia nobile del Sacro Romano Impero. Quanto a me, ha perfettamente ragione: "barone nero" è un simpatico soprannome che mi diedero da ragazzino quando frequentavo il Movimento Sociale Italiano. La mia famiglia non è nel Libro d'Oro della Nobiltà Italiana e, pur usando pubblicamente titolo e insegne baronali da oltre duecento anni, su palazzi e documenti ufficiali, essendo orgogliosamente walser (minoranza etnico linguistica tedesco vallese del Monte Rosa), il corretto titolo spettante è quello di "freiherr", che nella tradizione nobiliare germanica e alpina, significa letteralmente "libero signore", una specie di capo tribù di montagna, legato al proprio territorio, alla propria comunità ed alle proprie tradizioni... A questo titolo si, sono veramente affezionato, ed anche per questo, nella mia vita e militanza politica, mi sono sempre comportato da uomo libero.
 
;-)
 
ROBERTO JONGHI LAVARINI

martedì 2 febbraio 2016

Roberto Jonghi con George Romanoff.

 
 
ROBERTO JONGHI LAVARINI con GEORGE ROMANOFF DI RUSSIA
 
 
 
 
Uno zar a spasso per Milano. Romanoff fa impazzire i super-vip.

Si è conclusa la visita ufficiale milanese di Sua Altezza Imperiale il Principe Zarevic George Romanoff, Granduca di tutte le Russie. Il giovane e simpatico principe russo, oltre ad essere il legittimo erede al trono degli Zar…

 
Si è conclusa la visita ufficiale milanese di Sua Altezza Imperiale il Principe Zarevic George Romanoff, Granduca di tutte le Russie. Il giovane e simpatico principe russo, oltre ad essere il legittimo erede al trono degli Zar, e devotissimo rappresentante del Patriarcato Russo Ortodosso di Mosca, è ambasciatore culturale e commerciale della Russia, in perfetta sintonia con il governo e le politiche del presidente Vladimir Putin, del quale, oltre ad essere sostenitore e collaboratore, è amico personale.

Per questo, oltre ad incontrare la comunità russa ortodossa di Milano ed i rappresentanti dell’aristocrazia europea, nel corso dei tre giorni, ha anche avuto importanti e strategici incontri istituzionali, con la Regione Lombardia (ricevuto dal presidente Roberto Maroni e dall’assessore Giulio Gallera), con Assolombarda Confindustria, Confagricoltura, Borsa di Milano e Mediobanca. George Romanoff, sempre accompagnato dal suo rappresentante in Italia, il nobile milanese Mario Filippo Brambilla di Carpiano (delegato della Fondazione Imperiale, ente benefico internazionale sulla ricerca sul cancro, e socio dello studio di consulenza commerciale internazionale Romanoff & Patners, con sede principale a Bruxelles), da monsignore Dimitri Fantini (archimandrita della Chiesa Ortodossa di Via Giulini a Milano) e dal barone Roberto Jonghi Lavarini (fra i promotori dell’associazione culturale Aristocrazia Europea, immobiliarista, bene introdotto negli ambienti politici lombardi) ha ufficializzato il suo rapporto di collaborazione con Lombardia-Russia, ed i suoi satelliti in Liguria e Piemonte, la più grande, storica ed organizzata associazione culturale filo-russa in Italia, presieduta da Gianluca Savoini, giornalista esperto di geopolitica.

L’evento certamente più significativo è stata la conferenza che si è tenuta presso lo studio legale Grimaldi, sulle opportunità economiche in Russia e le sanzioni, al quale hanno partecipato un centinaio di selezionatissimi imprenditori ed investitori. Relatori sono stati: Anna Marino (giornalista del Sole 24 Ore), l’avvocato Maurizio Mengassini (esperto di diritto pubblico nazionale ed internazionale), il professore Fabrizio De Marinis (intellettuale, storico e giornalista), l’imprenditore Ernesto Preatoni, Rebecca Bettarini (dirigente di Finmeccanica) e, non poteva mancare, il principe Guglielmo Giovannelli Marconi (presidente del centro studi internazionali Libere Identità Europee).

Fra il pubblico, sono stati notati altri nomi noti dell’imprenditoria lombarda come: Marco Bruciamonti (Farmagan), Ivan Drogo Inglese (ASPESI), Giuseppe Ganassini di Camerati (Rilastil) e Giulio Livoni (MUSA). A conclusione di questo tour imperiale, vi è stato, “va san dir”, un esclusivo ricevimento presso il magnifico palazzo nobiliare dell’avvocato Alessandro Verga Ruffoni Menon, a San Fermo della Battaglia, in provincia di Como, al quale hanno presenziato amici e sostenitori, sia russi che italiani, dello Zarevic e rappresentanti di famiglie storiche, dai Dalla Chiesa ai Paternò, una media di due cognomi a partecipante, come i conti: Giuseppe Manzoni di Chiosca e Poggiolo, Enzo Modulo Morosini di Risicalla e Sant’Anna, Alessandro Romei Longhena e Paolo Vandelli Bulgarelli di Marsciano.