lunedì 23 gennaio 2017

Barone Nero e uomo libero...

 
Confermo che, pur essendo uno dei due vice presidenti pro tempore, con la politica, e con la mia militanza nella destra radicale, l'associazione culturale Aristocrazia Europea non ha nulla a che fare. Si tratta di due ruoli e attività assolutamente differenti e distinte. Per quanto riguarda l'ironico e polemico articolo del Fatto Quotidiano, poi ripreso da Dagospia, non posso che confermare la mia stima e simpatia per il giornalista Gianni Barbacetto che, ovviamente, da buon compagno giacobino, mio coerente avversario politico, non poteva che parlare male di un gruppo di nobili che si riunisce in associazione e si ritrova a cena, salvo poi esibire, da autentico radical chic, una sua presunta discendenza da una famiglia nobile del Sacro Romano Impero. Quanto a me, ha perfettamente ragione: "barone nero" è un simpatico soprannome che mi diedero da ragazzino quando frequentavo il Movimento Sociale Italiano. La mia famiglia non è nel Libro d'Oro della Nobiltà Italiana e, pur usando pubblicamente titolo e insegne baronali da oltre duecento anni, su palazzi e documenti ufficiali, essendo orgogliosamente walser (minoranza etnico linguistica tedesco vallese del Monte Rosa), il corretto titolo spettante è quello di "freiherr", che nella tradizione nobiliare germanica e alpina, significa letteralmente "libero signore", una specie di capo tribù di montagna, legato al proprio territorio, alla propria comunità ed alle proprie tradizioni... A questo titolo si, sono veramente affezionato, ed anche per questo, nella mia vita e militanza politica, mi sono sempre comportato da uomo libero.
 
;-)
 
ROBERTO JONGHI LAVARINI

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